Vai a…

Showbiznews

Raccontare il business dello showbusiness

Showbiznews on YouTubeRSS Feed

22 Aprile 2019

Dumbo vola ma non emoziona


Max Medici (Danny DeVito), proprietario di un circo, assume l’ex star equestre Holt Farrier (Colin Farrell) insieme ai figli Milly (Nico Parker) e Joe (Finley Hobbins) per occuparsi di un elefante appena nato le cui orecchie sproporzionate lo rendono lo zimbello di un circo già in difficoltà.
Quando si scopre che Dumbo sa volare, il circo riscuote un incredibile successo attirando l’attenzione del folle imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) che recluta l’insolito elefante per il suo nuovo straordinario circo, Dreamland.
Dumbo vola sempre più in alto insieme all’affascinante e spettacolare trapezista Colette Marchant (Eva Green) finché Holt scopre che, dietro alla sua facciata scintillante, Dreamland è pieno di oscuri segreti.

Una brutta copia di un film di Tim Burton innestata in un impianto scenico che abusa della computer grafica, ma emoziona poco o nulla. Dovessimo dirlo con uno stringato post da social, questo sarebbe il succo del “nuovo” Dumbo scritto da Ehren Kruger e diretto da un regista che da tempo sembra aver smarrito la sua originalità, per ripiegare sulla ripetizione dei suoi temi preferiti.
Anche in questo caso quindi abbiamo la “poesia” dei diversi, dei reietti, dei freak costretti a vivere ai margini della società (non a caso tornano, nel cast, DeVito e Keaton, il Pinguino e il Batman del capolavoro di Burton, Batman Returns).
Tuttavia, come detto, il sapore è quello di un copione già visto e sentito, oltretutto annacquato a uso e consumo di una produzione ad alto costo. Produzione che largheggia nell’uso della computer grafica, a partire dall’elefantino protagonista, probabilmente anche per evitare le ire preventive degli animalisti o presunti tali.
Il gioco è scoperto dall’inizio: una locomotiva ricostruita al computer, o che comunque appare tale seguita da un movimento di macchina ascendente che scavalca la cancellata del circo (stesso attacco di Batman Returns a suo volta calco dell’incipit di Quarto potere). Date le premesse, lo svolgimento è scontato: la ricostruzione asettica e digitale della realtà s’innesta nell’autocitazionismo più scontato. In più, le psicologie dei personaggi sono minime, la loro evoluzione tanto scontata quanto poco fondata.
Questo Dumbo è la dimostrazione ennesima che Hollywood non sta raschiando il fondo del barile delle idee, l’ha proprio abbandonato, quel barile.

Print Friendly, PDF & Email
Share

Tags: ,

Una Risposta “Dumbo vola ma non emoziona”

  1. Anonimo
    27 Marzo 2019 a 13:01

    Articolo molto ben fatto. Conciso, pungente e preciso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Altre storie daRecensioni Cinema

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi