Vai a…

Showbiznews

Raccontare il business dello showbusiness

Showbiznews on YouTubeRSS Feed

18 giugno 2018

Capitolo 1

Spread the love

Aperto lo sportello del serbatoio, svitai il tappo. Alzai gli occhi distrattamente e lo vidi. Un uomo era afflosciato poco più in là, quasi a cavallo del cono di luce creato dai tristi lampioni del distributore.
Un ubriaco? Un senzatetto? Comunque qualcuno che aveva bisogno di aiuto. Lo raggiunsi, con cautela, e m’inginocchiai al suo fianco. Sembrava più morto che ubriaco, ma poi diede un segno di vita, molto flebile. Non puzzava d’alcool né di vita sotto i portici, anzi pareva ben vestito. Sulla i la mano in tasca, ma mi ricordai di aver dimenticato il cellulare a casa, in carica.
Mi rialzai guardandomi attorno. Il piazzale era vuoto, ma magari sarebbe arrivato qualcun altro. Che fare? Tornare alla macchina e andare in cerca di soccorso o tenergli compagnia? Intanto “Signore distinto” ebbe un ultimo guizzo, vomitò del sangue, mise le mani giunte sul petto e s’irrigidì.
Fu allora che lei entrò in scena. Veniva dal buio, avanzando senza fretta, animale padrone del territorio. In seguito mi sarei chiesto spesso da quanto tempo fosse lì, a studiare le mie mosse, acquattata.
Procedeva senza distogliermi lo sguardo di dosso, ma dava l’impressione di riuscire, non so bene come, a tenere sotto controllo l’intero perimetro del self service, anche le zone buie.
Quando fu più vicina, rimasi colpito dai suoi occhi. Un incredibile azzurro quasi scuro, incorniciato da capelli neri raccolti sotto un basco. Ero ipnotizzato. Un’epifania: era Vesper Lynd, la Bond-girl di Casinò Royale. Eva Green, la Vesper Lynd del film, si era materializzata lì, davanti a me, una notte di novembre, in una sudicia stazione di servizio sulla desolata circonvallazione di Milano.
La sua voce mi sembrò sensuale, ma anche impassibile. «È morto?».
Imbambolato, me ne uscii con un «Chi?».
Lei mi fissò come fossi un idiota e con un cenno indicò “signore distinto”.
M’inerpicai in una confusa spiegazione. «Ah… lui… Be’, non saprei… fino a un attimo fa era vivo e parlava… Oddio parlava… farfugliava qualcosa… non capito nulla…». Congratulazioni, stai proprio dando il peggio di te, pensai, arrabbiato con me stesso.
“Vesper” si chinò sull’uomo, lo toccò sotto la carotide. Con tono professionale pronunciò la sua diagnosi: «Morto». Si rialzò e mi fissò: «E tu chi sei? Hai detto che ti ha parlato? Cos’ha detto?».
Ci misi un po’ a elaborare le sue parole. «Gliel’ho detto… non si capiva nulla… sembrava una filastrocca… Ma aspetti un momento… È morto? Quell’uomo è morto?».
Lei alzò giusto un sopracciglio. «È quello che ho detto».
Mi accalorai. «Allora dobbiamo… la polizia… i carabinieri…».
M’interruppe con un gesto, poi alzò la testa. Stava… fiutando qualcosa e fissò un punto dietro di noi.
Molto lentamente, mi voltai. C’erano tre uomini che si muovevano verso di noi, avrei detto al rallentatore. Tutto sembrava sfocato, irreale.
Mi afferrò per un braccio. «Quella è la tua macchina?».
«S-sì…». Anch’io parlavo al rallentatore.
«Andiamo! Corri!».
Mi trascinò verso l’auto. «Non ci spareranno. Hanno paura di saltare in aria». Invece di rassicurarmi, le sue parole mi inquietarono ancor di più. Intanto lei era già al posto di guida, con me che prendevo posto sul sedile di fianco.
«La chiave!» ruggì lei. Ho la mania, quando scendo a far benzina, di staccare la chiave dal cruscotto.
«Cosa?».
I tre erano sempre più vicini, pareva stessero tirando fuori qualcosa dalle tasche dei cappotti.
«La chiave!».
Alzai meccanicamente la mano destra, in pugno la chiave d’accensione. Mi storse il polso costringendolo a mollare la presa, inserì la chiave nell’alloggiamento e partì a razzo.
Fui sbalzato indietro sul sedile, ma almeno uscii dall’intontimento. «Ehi! È una Hyundai, non uno Shuttle!».
Sempre a gran velocità, l’auto entrò nel viale.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi