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22 settembre 2017

In un posto bellissimo

In un posto bellissimo. È la bolla in cui vive Lucia (Isabella Ragonese): il lavoro in un negozio di fiori di cui è comproprietaria nel centro di Asti; un marito solido dirigente d’azienda, Andrea (Alessio Boni); un figlio adolescente (Michele Griffo) che le ricorda se stessa da giovane e una ferita mai rimarginata; una bella casa in campagna.
Un mondo che l’irruzione di Feysal (Feysal Abbaoui), un ragazzo straniero che vende oggetti vari per strada comincia a far incrinare, mettendone in luce le crepe che Lucia si era sempre rifiutata di vedere, per esempio su Andrea.
Man mano, le crepe si allargano, i muri crollano e Lucia scopre che il suo microcosmo non è così perfetto come si sforzava di credere e far credere.
Molti registi italiani hanno un problema quando devono affrontare temi seri. Adottano un registro serioso.
Quindi la storia sarà immersa in un clima plumbeo e depressivo; il protagonista, maschile o femminile che sia, sarà perennemente imbronciato; le situazioni e gli snodi narrativi, molto prevedibili, saranno narrati con un tono distaccato, come si dice in questi casi “da entomologo”, con freddezza, senza grande partecipazione emotiva; il protagonista a un certo punto vivrà la grande Svolta, quella con la maiuscola; dialoghi che vorrebbero essere pregni di significati profondi e invece risultano parodistici in maniera involontaria.. e così via di stereotipo in stereotipo. Tutti inanellati con diligenza nell’opera seconda di Giorgia Cecere (co-autrice di soggetto e sceneggiatura con Pierpaolo Pirone).
Vien da dire che è un peccato che siano sprecate risorse importanti: un bel cast (oltre alla Ragonese e Boni, Paolo Sassanelli e Tatiana Lepore, tra gli altri) ingessato in ruoli preconfezionati; uno scenario originale come quello di Asti (in cui nessuno, a parte un usciere, parla con l’accento del luogo – tutti forestieri, evidentemente); una storia che anziché instradata sui soliti binari avrebbe potuto essere originale e magari emozionante.
Tante occasioni sprecate.
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