Vai a…

Showbiznews

Raccontare il business dello showbusiness

Showbiznews on PinterestRSS Feed

24 novembre 2017

Macbeth

Macbeth_09Macbeth (Michael Fassbender), barone di Glamis, debella la ribellione contro il re di Scozia Duncan (David Thewlis). Per premiarlo, il re gli conferisce altri titoli nobiliari, ma nelle nebbie della brughiera Macbeth e il suo compagno d’arme Banquo (Paddy Considine) hanno incontrato un gruppo di streghe che ha profetizzato: Macbeth sarà re, Banquo padre di re.
Turbato, Macbeth si confida con la moglie (Marion Cotillard), ancora a lutto dopo la morte del figlio e la donna lo convince a seguire la profezia: uccida Duncan, faccia cadere la colpa sul principe ereditario e salga al trono di Scozia.
Macbeth esegue, ma la sua salita al potere dà inizio a una spirale di sangue e vendette che travolgerà tutto e tutti.
Portare Macbeth al cinema significa confrontarsi con autori come Welles, Kurosawa, Polanski. Justin Kurzel lo sa e ne sfrutta le suggestioni e le idee. Tuttavia cerca giustamente anche di mettere a fuoco un suo approccio originale.
La sua strategia è duplice: la sceneggiatura (di Jacob Koskoff & Todd Louisio e Michael Lesslie)Macbeth_01 riproduce quasi per intero il copione shakespeariano. Sono state tagliate solo alcune parti (per esempio quella del portinaio del castello, anche perché l’azione, come nel film di Polanski, si svolge in un rozzo accampamento, non in un maniero), mentre le streghe sono quattro (c’è anche una bambina) e l’avanzata della foresta di Birnam è resa con un incendio che trasporta le ceneri del bosco alla fortezza di Macbeth. Le parti in più (il prologo con il funerale del figlio dei Macbeth, il finale) sono mute, senza aggiunte di testo.
Macbeth_03L’altra mossa è quella di presentarci Macbeth non tanto come un tiranno sanguinario o un usurpatore accecato dalla sete di potere, quanto come un soldato vittima di stress post-traumatico. Una scelta “attualizzante” che non cozza poi tanto contro l’originale: anche Shakespeare guardava al suo presente e con il suo testo fece una sorta di endorsment a favore di Giacomo I Stuart, re di Scozia e successore di Elisabetta I sul trono inglese.
Una lettura “psicologica” che trova linfa nella robusta interpretazione dei protagonisti, sempre tormentati, ora feroci ora spersi quanto richiede la parte. Kurzel li segue e li avvolge con la macchina da presa, partecipe della loro parabola e in qualche modo affascinato da loro, più umani, per quanto crudeli, dei loro nemici.

Print Friendly, PDF & Email

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi