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24 novembre 2017

Tutto può accadere a Broadway

Tutto può accadere a Broadway e dintorni. Per esempio che un regista teatrale, Arnold Albertson (Owen Wilson) recluti per una notte una ragazza squillo Isabella “Izzy” Patterson (Imogen Poots) e dopo averla portata a cena e a letto le regali 30.000 dollari perché cambi vita.
E Izzy lo fa veramente: decide d’impegnarsi nella carriera d’attrice e sostiene un provino per la parte di una ragazza squillo nel nuovo lavoro di Joshua Fleet (Will Forte) diretto da… Albertson e interpretato dalla moglie del regista, Delta Simmons (Kathryn Hahn) e da Seth Gilbert (Rhys Ifans), un attore che spreca il suo talento tra film di supereroi (come Paul Dano in Youth-La giovinezza) e campagne pubblicitarie.
Nel frattempo il rapporto tra Joshua e la compagna Jane Claremont (Jennifer Aniston) va in crisi: Jane è una psicoterapeuta ossessiva come in un film di Woody Allen e tra i suoi pazienti ha Izzy e un giudice (Austin Pendleton) tanto ossessionato da Izzy da aver assoldato un anziano detective privato (George Morforgen) per seguirla.
Tutti i nodi verranno al pettine, perché tutto può accadere a Broadway e dintorni.
Peter Bogdanovich negli anni Settanta del secolo scorso fu uno degli alfieri della New Hollywood, ma a differenza di Spielbeg, Lucas, Coppola DePalma etc terminata quella felice stagione la sua carriera non decollò, anzi.
Tutto può accadere a Broadway (scritto da Bogdanovich con Dorothy Stratten, sua ex moglie) segna il suo ritorno dopo 15 anni di basso profilo.
Regista cinefilo e nostalgico innamorato della Hollywood dei tempi d’oro, Bogdanovich firma una commedia deliziosamente demodé, antimoderna. C’è pochissima tecnologia. Si comunica con il telefono fisso, non tramite whatsapp.
L’azione si svolge in pochi ambienti: l’albergo dove alloggiano Albertson e Gilbert, lo studio di Claire, il teatro dove si prova lo spettacolo, un ristorante italiano in cui fatalmente si incrociano tutti i protagonisti.
Il ritmo è sostenuto, un andante con brio che riecheggia volutamente e in maniera esplicita le commedie scatenate con Cary Grant e Katharine Hepburn e c’è anche un cameo di un altro regista cinefilo e nostalgico, Quentin Tarantino.
Tutto può accadere a Broadway è un gioiellino da non perdere, un sano antidoto alla produzione mainstream, plastificata e seriale.

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