L’Atomica bionda del titolo non è un tipo di arma nucleare travestita da birra, ma un’agente segreto inglese Lorraine Broughton (Charlize Theron) che nella Berlino del 1989, a pochi mesi dalla caduta del Muro, deve sbrogliare una intricata matassa fatta di liste, doppiogiochisti, esfiltrazioni e tutto l’armamentario del film di spionaggio.
Anche se in realtà qui più che lo spionaggio nel film di David Leitch (sceneggiato da Kurt Johnstad) conta l’armamentario. Cioè il campionario di attrezzi di ogni sorta con cui Lorraine fa fuori cattivi a dozzine, dall’inizio alla fine. Un assortimento in cui le classiche armi da fuoco hanno un ruolo minore, a favore di qualsiasi cosa in mano alla scatenata Theron (anche produttrice del film) possa ferire, rompere, uccidere, in quest’ordine.

Dei classici film di spionaggio c’è il McGuffin (una lista di agenti sottocopertura occidentali che ovviamente non deve cadere nelle mani del KGB), lo scenario (Berlino), l’ambiguità (chi è davvero chi dice di essere? chi tradisce? chi sono i buoni e chi i cattivi?), ma a Leitch, regista del primo John Wick, preme soprattutto mettere in scena un Fighting Fucktoy, un oggetto sessuale che combatte – https://www.theguardian.com/commentisfree/2017/jun/30/hollywood-action-woman-start-more-action-women
Alla fine ciò che resta più impressa, a parte la performance della Theron, è la colonna sonora – https://www.tunefind.com/movie/atomic-blonde-2017

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