Chi-è-senza-peccato

Chi è senza peccato scagli la pietra per primo, recita il Vangelo secondo Giovanni. Australia, oggi. L’agente federale Aaron Falk torna nella sua città natale dopo un’assenza di oltre vent’anni per partecipare al funerale del suo amico d’infanzia, Luke. L’uomo avrebbe ucciso sua moglie e suo figlio prima di togliersi la vita – vittima della follia che ha devastato questa comunità dopo più di un decennio di siccità.
Quando Falk (Eric Bana) accetta con riluttanza di rimanere e indagare sul crimine, apre una vecchia ferita: la morte della diciassettenne Ellie Deacon, in cui Aaron era forse in qualche modo coinvolto. Falk inizia a sospettare che questi due crimini, separati da decenni, siano collegati. Mentre lotta per dimostrare non solo l’innocenza di Luke, ma anche la sua, Falk dovrà fare i conti con il pregiudizio nei suoi confronti e la rabbia repressa di una comunità.

Chi è senza peccato-The Dry

Il titolo originale di Chi è senza peccato è The Dry, la siccità. Il film di Robert Connolly (anche autore della sceneggiatura con Harry Cripps, da un romanzo di Jane Harper pubblicato in Italia da Bompiani) insiste con lunghi momenti sulla piana disseccata e assetata in cui si svolge l’azione. Una terra desolata che fa da correlativo oggettivo ai personaggi.
A differenza dei thriller americani, Chi è senza peccato si prende il suo tempo. In apparenza divaga, non ha ritmi adrenalinici che spesso servono a nascondere le difficoltà della narrazione. La contrapposizione è tra un presente, un’arida stagione infinita e un passato festoso, ma venuto da inquietudini, quello dell’adolescenza di Aaron e dei suoi amici.

La resa plastica tra questi piani temporali è netta: il presente è secco, abbruttito, polveroso dalla siccità e dal risentimento. Il passato, almeno fino al punto di svolta narrativo, ha il suo epicentro nel fiume. Quindi nell’elemento acqua, vitale, destinato a scorrere verso il futuro, l’età adulta… almeno a prima vista.
Da una parte la morte (della terra, della comunità, di Luke e della sua famiglia), dall’altra la vita (l’acqua, l’adolescenza, la musica, l’amore). In mezzo, a fare da cerniera, Aaron Falk. Colui che aveva lasciato la cittadina anni prima per trasferirsi in città. E diventare un affermato detective, portandosi dietro il peso di mistero, forse di un peccato. Il suo non è il ritorno del figliol prodigo, ma del reietto, del marchiato. E la sua incursione non porterà la pace, ma la guerra.

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