Demolition, demolizione. Fisica ed esistenziale. Come quella cui sottopone il suo mondo l’uomo d’affari Davis Mitchell (Jake Gyllenhall) dopo la morte di sua moglie in un incidente. Mentre è in ospedale, Davis cerca di comprare una merendina da una macchinetta automatica, ma il meccanismo s’inceppa.

L’uomo, dopo il funerale, scrive una serie di lettere all’azienda che si occupa delle macchine distributrici: la lamentela per il malfunzionamento dà spazio man mano a una spietata autoanalisi. Forse non amava sua moglie, forse lei lo tradiva, forse la casa luccicante e hi-tech in cui vivevano a lui fa schifo, forse il fatto di lavorare nella società del suocero è una trappola soffocante…
Davis è così ossessionato da lasciare il lavoro e da farsi prendere gratis in una squadra che si occupa di demolizioni e ristrutturazioni, dove lavora con enfasi masochistica.
Le lettere non cadono nel vuoto, ma risvegliano l’attenzione di Karen Moreno (Naomi Watts), single con figlio adolescente problematico a carico, che lavora nell’azienda e rompendo ogni barriera si mette in contatto con Davis. Il rapporto, da telefonico, diventa personale e poi sempre più intimo. Intanto Davis procede nella sua opera di demolizione.

Jean-Marc Vallée in questi ultimi anni sembra essersi specializzato in storie di avventura e rinascita al servizio di star che vogliono mostrarsi tormentate e lacerate: dopo Dallas Buyers Club e Wild è ora la volta di Demolition. Lo script di Bryan Sipe impagina con diligenza le varie fasi del viaggio interiore di Davis, facendo entrare in scena volta a volta la mamma single piena di problemi, l’adolescente incerto sulla sua sessualità e vittima di bullismo, il suocero in apparenza inscalfibile e così via.
Vallée, dal canto suo, asseconda la danza con una regia abbastanza invisibile, incollata ai personaggi, ma anche a distanza, equidistante. Così da soddisfare sia chi cerca la parabola esistenziale sia gli appassionati di storie d’amore complicate sia i cultori del “feel good movie”, del film che alla fine ti solleva l’animo.

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