Eternals

Eternals. Un gruppo di eroi sovrumani che ha protetto la Terra fin dall’alba dell’umanità. Quando mostruose creature chiamate Devianti, ritenute scomparse da tempo, ritornano misteriosamente, gli Eterni devono riunirsi per difendere l’umanità ancora una volta.

Film numero 26 del Marvel Cinematic Universe, Eternals racconta una crisi. Dopo il modesto Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, il film di Chloé Zhao (anche autrice della sceneggiatura con Patrick Burleigh e Ryan Firpo & Kaz Firpo, da un soggetto di Ryan Firpo & Kaz Firpo) racconta la crisi del modello del tipico film Marvel.

I “supereroi con superproblemi” (secondo l’aurea formula di Stan Lee) stavolta non sono uomini e donne comuni che si ritrovsno investiti di poteri sovraumani quasi loro malgrado, ma potenti esseri provenienti dallo spazio profondo (il pianeta Olympia – il lavoro su nomi dei personaggi mescola le mitologie di diversi popoli, all’epoca di Lee & Kirby era melting pot in anticipo sui tempi, oggi suona  ed è sfruttata come leva di marketing).

Eternals in missione

Di solito il film del genere “gruppo che va in missione” prevede una serie di passaggi, di stazioni: il capogruppo, il leader (spesso con un assistente) raccoglie i vari membri del gruppo (prima stazione); segue l’addestramento in cui all’interno del gruppo nascono amicizie e inimicizie (seconda stazione); si parte per la missione, nucleo centrale della storia (terza stazione); i reduci, con o senza leader, tornano alla base vittoriosi (quarta stazione) o comunque concludono con successo l’incarico.

Eternals
(L-R): Kingo (Kumail Nanjiani), Karun (Harish Patel), Ikaris (Richard Madden), Sprite (Lia McHugh), and Sersi (Gemma Chan) in Marvel Studios’ ETERNALS. Photo by Sophie Mutevelian. © 2021 Marvel Studios. All Rights Reserved.

In Eternals invece le prime due stazioni sono fuse assieme e sono narrate, anzi mostrate in velocità, a parte la nascita del sentimento tra Sersi e Ikaris, sotto-trama che si prende un discreto arco narrativo. La terza stazione è divisa in due (nell’antichità mesopotamica e ai giorni nostri, con una breve parentesi nel 1500). Quanta alla quarta, non può qui essere raccontata per evitare di guastare la visione.

È questa narrazione che ci fa parlare di “crisi del modello del tipico film Marvel”? No, occorre allargare il discorso. Eternals fa parte della Fase Quattro del MCU ed è il terzo  della Fase. Viene dopo due stand alone deludenti (Black Widow e il citato Shang-Chi), ma dal punto di vista estetico è molto diverso da essi e dagli altri film del MCU.

Ambizioni alte

Come il lontano Hulk di Ang Lee (2003), Eternals ha ambizioni alte, vuole andare oltre le tradizionali strade del cinecomics. Zhao viene dal cinema indipendente, non da quello mainstream e una parte del cast (Salma Hayek, Angelina Jolie) proviene da un tipo di cinema di serie A, non fatto solo di mirabolanti effetti speciali.

In un universo creativo controllato in maniera ferrea dalla Marvel/Disney sarebbe illusorio dire che Eternals è un film d’autore. Tuttavia il fatto che i conflitti siano non solo con i mostruosi Devianti e  tra i membri della magnifica compagnia, ma anche nella loro interiorità, nelle loro anime, è qualcosa di inedito nel panorama del MCU. Volendo dire di più senza dire troppo, si potrebbe aggiungere che ai miti classici in campo (greci, mesopotamici, indiani – osservate le immagini dei titoli di coda) si aggiunge quello molto più contemporaneo di Frankenstein.

Sta qui l’elemento che mette in crisi il sistema? Il sistema è troppo forte e non avrebbe permesso anomalie. Tuttavia questo film è una spia della crisi. Il Marvel Cinematic Universe con Avengers: Endgame ha chiuso gli archi narrativi di alcuni personaggi-chiave, oltre che molto popolari, e ora deve forgiare altre narrazioni attingendo a personaggi (gli Eternals, Shang-Chi) che hanno meno peso specifico, meno popolarità alle spalle. Anche i personaggi preannunciati nelle scene post-credits fanno parte dei character meno rilevanti del mondo Marvel.

Dopo 26 film il meccanismo si è inceppato? Forse. Sicuramente si sta evolvendo.

P.S. Sul fatto che Eternals sia un film “inclusivo” c’è poco da dire. L’argomento è così banale che è meglio lasciarlo cadere.

 

 

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