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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia registra nei primi 10 mesi dell’anno un valore complessivo pari a 4,46 miliardi di euro, con un incremento del 17,0% (+650 milioni di euro circa) rispetto ai valori dello stesso periodo dell’anno scorso. Per quanto riguarda invece primi 11 mesi del 2021. il valore complessivo è pari a circa 5,1 miliardi di euro, con un incremento del 14,8% (+656 milioni di euro circa) rispetto ai valori dello stesso periodo del 2020.

Investimenti pubblicitari a ottobre 2021

Nel singolo mese di ottobre il dato si attesta a 590 milioni di euro circa con un incremento del 4,1% rispetto ai valori dello stesso mese nel 2020 (+23,0 milioni circa). Si tratta delle ultime stime pubblicate da Nielsen relativamente al “perimetro tradizionale”.

Qualora si consideri il perimetro Nielsen “esteso”, includendo principalmente le componenti Search, Social e Classified di Internet e dei cosiddetti Over The Top (OTT), il valore chiude il periodo gennaio-ottobre in positivo, +17,1% rispetto al 2020.

Questa crescita si traduce in un valore totale del mercato pubblicitario Italia, in termini di “perimetro esteso”, che supera la soglia dei 7,0 miliardi di euro, una differenza con quello “tradizionale” di circa 2,6 miliardi di euro.

Nonostante il rallentamento degli ultimi mesi, il mercato pubblicitario recupera così completamente il distacco rispetto ai valori pre-pandemici in termini di “perimetro esteso” registrando un +0,6% rispetto al medesimo periodo 2019. Diversamente per il “perimetro tradizionale” il gap rimane superiore ai 200 milioni di euro (-4,9%).

Come riporta la nota Nielsen “L’ultimo trimestre è partito sotto buoni auspici, segno che il 2021 è stato un anno di ripresa più veloce di quanto si prevedesse all’inizio anche per il mercato della comunicazione. Ci avviciniamo pertanto alla chiusura dell’anno con una buona spinta portata dagli eventi e dal recupero dato dagli investimenti delle aziende che hanno creduto nella leva della comunicazione per stimolare la ripresa dei consumi. Se questo è il trend e la congiuntura si confermerà anche per i primi mesi del prossimo anno, possiamo guardare con fiducia anche al 2022”.

A livello di categorie merceologiche, nel mese di ottobre sono 18 i settori in crescita: il contributo maggiore è portato da Media/Editoria (+49,9%), Distribuzione (+29,7%) e Bevande/alcoolici (+46,7%). In sensibile diminuzione Automobili (-41,4%), Toiletries (-33,4%) e Alimentari (-9,6%).
Relativamente ai comparti con una maggiore quota di mercato, si evidenzia l’andamento positivo di Distribuzione (39,8%), Alimentari (+7,9%), Abitazione (+14,0%), Gestione casa (+17,3%), Bevande/alcolici (+24,5%).
I primi 5 comparti (Alimentari, Automobili, Farmaceutici/sanitari, Distribuzione, Bevande/alcolici) rappresentano il 46,8% del totale mercato pubblicitario coprendo un valore di poco inferiore a 2,1 miliardi di euro. Alimentari e Distribuzione confermano le prime posizioni, con una quota, rispettivamente, del 14,4% e 10,3%.

Investimenti pubblicitari a novembre 2021

Nel singolo mese di novembre il dato si attesta a 622 milioni di euro circa con un incremento dell’1,2% rispetto ai valori dello stesso mese nel 2020. Si tratta delle ultime stime pubblicate da Nielsen relativamente al “perimetro tradizionale”.

Qualora si consideri imvece il perimetro Nielsen “esteso”, includendo principalmente le componenti Search, Social e Classified di Internet e dei cosiddetti Over The Top (OTT), il valore degli investimenti pubblicitari nazionali chiude il periodo gennaio-novembre in positivo, +15,2% rispetto al 2020.

Questa crescita si traduce in un valore totale del mercato pubblicitario Italia, in termini di “perimetro esteso”, di poco al di sotto di 8,0 miliardi di euro, una differenza con quello “tradizionale” di circa 2,9 miliardi di euro.

Nonostante il rallentamento degli ultimi mesi, il mercato pubblicitario recupera completamente il distacco rispetto ai valori pre-pandemici in termini di “perimetro esteso” registrando un +0,7% (+57 milioni di euro) rispetto al medesimo periodo 2019. Diversamente per il “perimetro tradizionale” il gap (da recuperare) rimane ampiamente al di sopra di 200 milioni di euro (-4,8%).

La nota Nielsen: “Possiamo quasi archiviare un 2021 con una robusta ripresa che lascia però una fase di incertezza che stiamo leggendo in questi giorni sul 2022. Legata soprattutto alla ripresa delle dinamiche inflattive che preoccupano le imprese soprattutto per il costo delle materie prime e dell’energia, in attesa delle decisioni sui tassi che prenderà la BCE. Ricordiamo che il 2022 vedrà lo svolgersi di due eventi importanti per la comunicazione: le Olimpiadi invernali a breve e Mondiali di calcio in Qatar, che potranno portare opportunità di crescita per il mercato della comunicazione”.

A livello di categorie merceologiche, nel mese di novembre sono 12 i settori in crescita: il contributo maggiore è portato da Media/Editoria (+58,6%), Distribuzione (+21,4%) e Tempo Libero (+51,6%). In sensibile diminuzione Automobili (-42,7%), Toiletries (-40,3%) e Alimentari (-13,2%).
Relativamente ai comparti con una maggiore quota di mercato, si evidenzia, nel periodo gennaio-novembre, l’andamento positivo di Distribuzione (36,5%), Bevande/Alcolici (+25,0%), Media/Editoria (+29,7%), Gestione casa (+12,3%). I primi 5 comparti (Alimentari, Automobili, Farmaceutici/Sanitari, Distribuzione, Bevande/Alcolici) rappresentano il 46,6% del totale, coprendo un valore di poco inferiore a 2,4 miliardi di euro. Alimentari e Distribuzione confermano le prime posizioni, con una quota, rispettivamente, del 14,4% e 10,8%.

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