Im LabyrinthIl labirinto del silenzio è quello in cui si trova imprigionato il giovane pubblico ministero Johann Radmann (Alexander Fehling) quando decide di imbastire un procedimento contro alcuni membri delle SS che avevano prestito servizio ad Auschwitz.

Werner Wölbern (Rolle: Hans Lichter), Johann von Bülow (Rolle: Otto Haller), Alexander Fehling (Rolle: Johann Radmann), Hartmut Volle (Rolle: Alois Schulz)
Werner Wölbern (Rolle: Hans Lichter), Johann von Bülow (Rolle: Otto Haller), Alexander Fehling (Rolle: Johann Radmann), Hartmut Volle (Rolle: Alois Schulz)

Siamo nel 1958 e la Germania, a nemmeno dieci anni dalla fine della guerra, ha già ansia di voltare pagina e di dimenticare per dedicarsi al proprio miracolo economico.
Radmann ha quasi tutti contro, compresi la maggior parte dei suoi colleghi e la sua fidanzata.
E anche chi è sopravvissuto al lager, come Simon Kirsch (Johannes Krisch), non ha fiducia nella giustizia. Anche perché gli ex nazisti sono protetti da una rete segreta che infesta la neonata Repubblica federale.

Johann von Bülow (Rolle: Otto Haller), Alexander Fehling (Rolle: Johann Radmann), André Szymanski (Rolle: Thomas Gnielka)
Johann von Bülow (Rolle: Otto Haller), Alexander Fehling (Rolle: Johann Radmann), André Szymanski (Rolle: Thomas Gnielka)

Giulio Ricciarelli è italiano (è nato a Milano nel 1965) e Il labirinto del silenzio, di cui è anche sceneggiatore con Elisabeth Bartel, segna il suo debutto come regista.
Il neo-regista ha scelto uno stile molto diretto, senza fronzoli o abbellimenti. La storia è narrata con un ritmo serrato, ma che sa quando far prendere delle pause allo spettatore e quando invece trascinarlo nell’azione.
Il labirinto del silenzio è uno di quei film “necessari” in cui l’importanza e l’urgenza del contenuto scavalcano forma e contenitore e anche il giudizio critico, almeno per stavolta.

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