Alla fine, l’ultima parola spettò a lui. Negli anni Quaranta del secolo scorso Dalton Trumbo (Bryan Cranston) era lo sceneggiatore più pagato di Hollywood, quindi del mondo. Aveva una bella casa, una bella famiglia con la moglie Cleo (Diane Lane) e tre figli, amici tra le star del cinema e un paio di candidature all’Oscar all’attivo.
Tutto questo è spazzato via quando, a partire dal 1947, la Commissione per le attività antiamericane del Congresso USA comincia a passare al setaccio Hollywood, in cerca di comunisti e simpatizzanti dei “rossi”.
L'ultima parola 2È il momento della “caccia alle streghe” e Trumbo, con altri nove colleghi, si rifiuta di testimoniare davanti alla Commissione facendo appello al primo emendamento. Dalton e gli altri, i “Dieci di Hollywood”, sono condannati in media a un anno di carcere per offesa al Congresso.
Quando esce, Trumbo è un appestato: la pestifera regina del gossip Hedda Hopper (Helen Mirren), fanatica anticomunista, e altre star di Hollywood impongono ai produttori di mettere lui e gli altri sulla lista nera.
Trumbo inizia un forsennato lavoro come ghost writer, scrivendo sceneggiature sotto falso nome per film di serie B, ma anche per produzioni importanti come Vacanze romane e La più grande corrida, entrambe premiate con l’Oscar per la sceneggiatura.
Solo nel 1960 il coraggio di Kirk Douglas e Otto Preminger rompono il muro dell’omertà e dell’ipocrisia e Trumbo compare nei titoli di testa come autore di kolossal come Spartacus ed Exodus.
L'ultima parola 3Questo sembra essere l’anno dei registi che non ti aspetti. Adam McKay passa da Anchorman, Poliziotti di riserva, Ricky Bobby alla giostra impazzita e travolgente de La grande scommessa.
Jay Roach, che fino a oggi aveva all’attivo la saga di Austin Powers e quella di Ti presento i miei, ora firma L’ultima parola (scritto da John McNamara partendo dal libro di Bruce Alexander Cook pubblicato da Rizzoli).
Un film che appassiona, pieno di passione civile e che trasuda amore per il cinema, che si tratti delle produzioni ad alto costo come dei filmetti seriali di fantascienza sfornati dai fratelli King (uno dei quali ha il volto dello strepitoso John Goodman).
Trumbo era un uomo difficile, pieno di contraddizioni e genialità, un “comunista con piscina”, come gli rinfacciano nel film e Cranston è bravissimo nel rendere le molte sfaccettature del suo personaggio.

@carlo_far

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