Manuale di sopravvivenza dell’attore non protagonista di Ninni Bruschetta (Fazi, pp. 200, euro 16; in libreria da febbraio) è una riflessione sul ruolo di attore non protagonista, il racconto di una carriera portata avanti con amore nella confessione autobiografica di un attore che, a diventare protagonista, non ce l’ha fatta. O forse sì.
In queste pagine parlano il ministro Magno di Quo Vado?; Duccio, direttore della fotografia di Boris; Alfiere, membro del gruppo che partecipò all’arresto del boss Provenzano in Squadra antimafia; Ninni Cassarà, commissario che lavorò nel pool antimafia in Paolo Borsellino.
Tutti loro e molti altri, perché a scrivere questo libro è l’uomo che li ha portati sul piccolo e grande schermo. L’artista messinese classe 1962 racconta le sue esperienze teatrali, televisive e cinematografiche mettendo a nudo la realtà del dietro le quinte e svelando i retroscena di quell’ambiente che vorrebbe farsi rappresentazione della vita vera.
Il non protagonista è così presentato come il professionista in grado di apprezzare il lavoro che fa, senza il peso di un ruolo a gravargli sulle spalle per tutta la carriera, l’uomo che torna se stesso a fine giornata, apprezzando l’amore per il proprio lavoro senza essere troppo distratto dalla fama.

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