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Moviemedia contro Nielsen. Oggetto del contendere, i numeri della raccolta pubblicitaria del mezzo Cinema, che l’istituto di rilevazione aveva indicato come in negativo.

Una nota Moviemedia recita infatti “Dagli ultimi dati Nielsen leggiamo con stupore che, invece di crescere a doppia cifra, il settore viene accreditato di un -8%. Lo stupore nasce dal fatto che Moviemedia, come leader nel comparto sia in termini di offerta sia per raccolta pubblicitaria, ha conseguito a gennaio una crescita del + 25%, venendo da un 2015 chiuso a + 18%, in confronto anche qui al dato pubblicato da Nielsen per il periodo gennaio/dicembre 2015, pari al -4%”.
Che ci sia un’anomalia “possiamo affermarlo con certezza, anche perché, regolarmente, effettuiamo rilevazioni sui nostri competitor, che incontriamo periodicamente anche in sede Audimovie, abbiamo rapporti stretti con l’intera catena dell’esercizio cinematografico, monitoriamo tutti gli investimenti che ruotano intorno al settore, insomma abbiamo tutti gli elementi per stimare con una buona approssimazione il trend degli investimenti pubblicitari al cinema”.

Crescita, non calo

Il cinema “cresce vigorosamente, e non da gennaio, ma già dallo scorso anno; le presenze, nei primi 2 mesi del 2016, aumentano del 32%, dopo un 2015 chiuso a + 9%: questo ha creato negli investitori un interesse per il mezzo che ritroviamo in modo speculare anche nella raccolta pubblicitaria, ripetiamo in aumento a doppia cifra e, dato che noi rappresentiamo in termini di income più del 40% del mercato, siamo non solo un indicatore, ma anche un influenzatore numerico rilevante”.
Purtroppo “ancora una volta, ci troviamo costretti a leggere un dato negativo, che riteniamo danneggi non solo noi, ma tutti gli operatori del settore, poiché fornisce un quadro tendenziale in flessione quando, oramai da tempo, assistiamo invece ad una forte ripresa, che andrebbe correttamente sottolineata e comunicata”.

Addio Nielsen

Pertanto, conclude la nota “al fine di poter tutelare al meglio i nostri interessi e quelli del nostro mercato di riferimento, abbiamo deciso di astenerci dal fornire a Nielsen i nostri dati, fino a quando non saranno chiarite le modalità di analisi e reperimento degli stessi nei confronti di tutte le altre concessionarie, che evidentemente non sono omologhi e congruenti con il dato reale della raccolta pubblicitaria del settore. Ci rendiamo disponibili, sin da subito, ad un confronto e/o ad un tavolo allargato di settore, per giungere a una soluzione, auspicabilmente, di un problema che, purtroppo, si trascina da troppo tempo”.

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