Spider-Man-No-Way-Home

Spider-Man: No Way Home prende le mosse dalla sequenza dopo i titoli di coda di Spider-Man: Far from Home. Ora che  l’identità del nostro amichevole eroe di quartiere è stata rivelata, le sue responsabilità da supereroe vanno più che mai in conflitto con la sua vita quotidiana. E mettono a rischio coloro cui tiene di più.
Peter Parker (Tom Holland) chiede l’aiuto del Dottor Strange (Benedict Cumberbatch) per ripristinare il suo segreto. Ma l’incantesimo apre uno squarcio nel loro mondo, liberando i più potenti nemici mai affrontati da uno Spider-Man in qualsiasi universo.
Ora Peter dovrà superare la sua più grande sfida, che non solo cambierà per sempre il suo futuro, ma anche quello del Multiverso.

Il film numero 27 del Marvel Cinematic Universe è anche il quarto del franchise uscito nel 2021 (il 2020 non ha avuto uscite per ovvi motivi). E rappresenta una bella sterzata rispetto ai deludenti Black Widow e Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli e al controverso Eternals.
Sarà perché questo terzo capitolo della terza trilogia di Spider-Man ha solidi antecedenti (Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far from Home appunto). Inoltre Jon Watts sa reggere il racconto senza farsi travolgere da esso, trasformandolo in qualcosa di originale e non succube del passato (stessa operazione riuscita a Sam Raimi con la prima trilogia).

Anche in questo caso la chiave è di non focalizzarsi solo sullo schema “Spider-Man sfida il cattivo (i cattivi) di turno”. Questa trilogia è anche un romanzo di formazione di Peter Parker che cresce, acquista consapevolezza di sé e diventa maturo non solo concludendo gli studi superiori e sconfiggendo per l’ennesima volta i nemici. La sua formazione passa anche per alcuni passaggi personali cruciali e dolorosi (che ovviamente non possono essere raccontati qui).
Spider-Man: No Way Home è un esempio di cinecomics maturo, non solo giocattolone fragoroso e idrovora per gli incassi.

La sceneggiatura di Chris McKenna e Erik Sommers mescola dramma e umorismo e dà un nuovo significato al concetto di metanarrazione con l’approfondimento del Metaverso. Una realtà che sarà esplorata in Doctor Strange in the Multiverse of Madness, diretto da Raimi dopo l’addio di Scott Derrickson per divergenze creative.

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