In una notte di pioggia il professore di astrofisica Enzo Stefanelli (Diego Abatantuono) soccorre e salva un giovane ferito da un colpo di pistola, Salvatore (Antonio Folletto), killer di professione.
Per sdebitarsi Salvatore si offre di fare qualcosa che possa migliorare la vita di Enzo: eliminare quello che crede essere il suo peggior nemico. Ucciderlo. Il professore inizialmente si ritrae: non pensa di avere nemici. Il killer lo spingerà a guardarsi intorno e progressivamente le idee di Enzo cambieranno.

Un nemico che ti vuole bene ha una genesi interessante. Una storia vera raccolta da Krzysztof Zanussi e raccontata a Denis Rabaglia. Il quale l’ha sviluppata con Heidrun Schleef e Luca De Benedittis e sceneggiata con Schleef, De Benedittis, Abatantuono e Daniel McWater.
Un percorso che assomiglia a quello della narrazione: da apologo morale travestito da black comedy (un filone questo poco sfruttato nel nostro universo narrativo) a racconto via via più depotenziato, annacquato.
L’impressione è che gli autori abbiano avuto tanto sfiducia nel pubblico quanto paura di spingersi troppe oltre. Arrivati al punto culminante hanno deciso di fare retromarcia, tornando su terreni più conosciuti e accomodanti. Per cui certe vicende si perdono, altre diventano inverosimili, stiracchiate.
Nel complesso, un’occasione persa.

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